al37 Comunicazione
Un anniversario sotto il segno della Madonna Pellegrina

 Nella ricorrenza della Madonna Pellegrina, tanto amata dai brianzoli, giovedì 19, riaffermando  la chiara volontà d’appartenenza al proprio territorio, “Al 37 Osteria”,  si è presentata ai suoi affezionati clienti ed al pubblico con un evento tutto particolare: il primo anniversario dall'inaugurazione, il primo libro, il primo evento speciale, interamente giostrato  su personaggi, tradizioni e cucina della terra di Brianza.

Un percorso enogastronomico di sapori tutti brianzoli per raccontare la cultura, la gente, le tradizioni dei paesi, ma anche della campagna di questa nostra parte di insubria; poiché da questo punto di vista le antiche prelibatezze di questo percorso sono saggiatori e perpetuatori dei valori della tradizione.

Una serata concepita soprattutto per incontrare da vicino chi ha voluto e gestisce con passione e cultura il ristorante, per capire e sapere i perché  dell’edizione di un libro dedicato alla cucina di Brianza, per assaggiare cibi ispirati esclusivamente alla cultura gastronomica del territorio e per finire, degustare vini dal sapore antico e dai nomi nostrani.

Una serata concepita anche per ascoltare le voci ed i canti di un tempo ed apprezzare i colori ruvidi di versi e di parole scritte in una lingua antica e forse perduta per sempre.

E’ il dialetto delle genti di terre di confine;un insieme di fonemi agrodolci ed immediati ricavati dalle lingue dei viaggiatori di pace e di guerra. Una lingua che sa essere essenziale, irruente, grassa, ma anche allo stesso tempo incanto, armonia di suoni e sapori e  magia nelle parole di un grande poeta come Piero Marelli

Credo ci sia una corrispondenza tra i prodotti enogastronomici e la gente che li fa  dice Calogero Ninotta, trapiantato in Brianza e convinto brianzolo, nel presentare il libro interamente dedicato al “furmentun”, pianta scientificamente nota col nome di: Polygonum Fagopyrum Sagittatum, o più italianamente  apprezzata come: “grano saraceno”.

Furmentun è il capostipite di una collana, progettata in collaborazione e patrocinio con l’Assessorato alla Cultura del comune di Monticello.

Da parte sua, Dario Canossi, vice sindaco, intervenuto al dibattito con il sindaco Mario Villa, ha rimarcato le finalità del volume: divulgare la specificità ed unicità di una cultura non solo fatta di cucina di prossimità,  in una terra di confine compresa tra fiumi, laghi e culture del Comasco, Lecchese, Milanese, Bergamasco, nonché del vicino Cantone Ticinese.


Si tratta  di una raccolta di semi di cultura che vagavano dispersi col rischio di non fruttare, e che era ed è doveroso trasmettere integralmente: un investimento quindi per il futuro, dato che la memoria non è solo uno sguardo al passato, anzi, ha senso vero se parla al domani. Meglio ancora se e quando parla anche la lingua dei sapori”.

Oltre alla partecipazione della stampa specializzata, che si occupa di enogastronomia, e ai giornalisti della stampa generalista, si è registrata la presenza di un folto gruppo di estimatori: professionisti, manager, personalità del mondo della cultura, semplici amanti delle cose e dei sapori genuini del “c’era una volta” cui, oltre alla copia omaggio del primo volume della collana è stato fatto dono del menù della serata: un prezioso cartiglio con traduzione a latere, compilato per l’occasione in antico dialetto brianzolo dal poeta Piero Marelli.

Ad intrattenere il pubblico, due noti personaggi della cultura insubrica:
Elsa Albonico e Attilio Mina.

La prima,giornalista,  filosofa e ricercatrice ma soprattutto nota ai tanti estimatori come ineguagliabile interprete delle antiche sonorità della brianza. 

A viva voce, senza accessorie sonorità di base, Elsa Albonico ha subito coinvolto i presenti con assoli, canti e balli corali che solo la più nascosta memoria bambina poteva far riesumare.

Il secondo, rigattiere della cultura minimale della popolanità della gente: un “barlafuss”, come ama definirsi, ma anche  “professore di Stato” senz’arte né parte ma tanta, infinita libertà di ricerca.

Grazie al ritrovamento fatto dal professor Mina, di vecchie incisioni magnetiche, ed ora edite nella collana “Canti dalla Brianza”, edizioni Brianze, si è dibattuto tra i convenuti -come da premessa- senz’arte né parte, di sonorità popolane, di canti amorosi, di strambotti, di religiosità di vocalizzi semplici scaturiti dalla fede, dalla fatica del lavoro, dalle pulsioni dei sentimenti amorosi, dai morsi della fame di un tempo neppure troppo lontano.


Tra il baluginare degli ultimi fuochi in onore della Madonna Pellegrina si è chiuso così, lietamente, questo primo anno di attività.

Si apre quindi un secondo anno che non mancherà di essere vivacizzato da eventi enogastronomici e culturali, volti a coinvolgere sempre più fedeli devoti alla sacralità della buona cucina e allo spirito dell’arte.
A presto

Sonia Micheletto
Direzione artistica e comunicazione Al 37 Osteria